225 Apicoltore Italiano n.1 L' Apicoltore Italiano Apicoltura Api e Miele

Apicoltura: L' Apicoltore Italiano : Apicoltore Italiano n.1 :

 

 

 

 

 


 

SOMMARIO

Editoriale

Ricerca e sperimentazione: Piano di lotta alla Varroa del 2008 in Friuli Venezia Giulia

Novità

Api e scienza dal mondo

Assistenza tecnica 

Dalle Provincie

Dalle Regioni

Retrospettiva

Da Agripiemonte miele

Botta e risposta 

Appuntamenti

Concorso mieli

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 MONOFLORALE SI MONOFLORALE NO

Nel primo numero dell’anno del primo Apicoltore Italiano vorrei dedicare l’editoriale ad alcune riflessioni in merito a ciò che ho visto in alcune fiere. Quando partecipo a fiere nazionali e non o quando passeggio tra i banchetti dei mercati mi piace soffermarmi a vedere le varie tipologie di miele esposte e le loro etichette. Mi sono imbattuto in mieli monoflorali rari e ricercati come il tarassaco e la sulla e altri ancor più pregiati e rarissimi come il rododendro, il ciliegio, il rovo e tanti ancora. Ebbene tutto ciò ha colpito la mia attenzione di apicoltore che produce sette/otto mieli diversi. In un’ annata come il 2009, in cui è stato quasi impossibile produrre certe tipologie di miele, mi sorge spontanea una domanda: “come hanno potuto produrre questi mieli?”. Essendo non solo apicoltore e consumatore di miele, ma anche iscritto all’Albo degli Esperti in analisi sensoriale del miele, guardo sempre attentamente i vasetti di miele, in particolare il colore, l’aspetto fisico e l’eventuale cristallizzazione. Quello che mi capita spesso è di notare che questi mieli non sono rispondenti, per il colore, per la cristallizzazione o altro ancora. Faccio alcuni esempi: mieli di rododendro non chiari, ma ambrati, miele di castagno nero come la melata, miele di tarassaco non cristallizzato. Da apicoltore al posto di rododendro avrei scritto flora alpina e invece di tarassaco millefiori; certo però etichettare un miele monoflorale significa poter aumentare il prezzo. Ma il consumatore che sa poco del miele come si difende? Non credo che questo sistema aiuti ad aumentare i consumi di miele. Mi chiedo anche però dove sono le autorità preposte al controllo ad esempio l’ex Repressione Frodi? Probabilmente ci sono, ma non hanno il tempo di occuparsi di miele in modo approfondito? Ci sarebbe bisogno di qualcuno in più!! Altrimenti i produttori seri sono sempre penalizzati perché a seconda degli anni mettono sul banco tipologie di mieli diversi e soprattutto solo la loro produzione e non mieli acquistati chissà dove e chissà da chi. Non sarebbe meglio evitare di “fregare” i consumatori e di danneggiare gli altri apicoltori che per deontologia professionale e serietà preferiscono spiegare al consumatore che a seconda degli anni non si producono sempre gli stessi mieli. Non è  meglio dire al consumatore che il millefiori ha molta acacia che non arrampicarsi sui vetri per spiegare perché quell’acacia sta cristallizzando? Qualcuno è mai stato controllato ed eventualmente multato?Qualcuno mi sa dare dei dati? A cosa serve andare ad una fiera con un miele vincitore di un concorso nazionale o regionale e poi vedersi fare concorrenza dai mieli più strani e da produttori che vendono dal rododendro agli agrumi passando attraverso tutta l’Italia? Perché allora non si sfruttano gli iscritti all’Albo degli Esperti in Analisi Sensoriale del Miele non solo nei concorsi ma anche per l’ammissione alle fiere? Ad esempio gli enti organizzatori delle fiere potrebbero, prima di ammettere il produttore, farsi inviare i campioni di miele e farli assaggiare e quindi durante la fiera controllare i mieli esposti. Questo sì che vuol dire dare garanzie ai consumatori con trasparenza e lealtà. Un ultimo consiglio: attenzione a promuovere troppo i mieli balsamici che continuano a creare confusione nel consumatore. Infine credo che tutti e dico tutti i produttori dovrebbero frequentare almeno il corso di introduzione all’analisi sensoriale del miele. Invece, l’abbiamo verificato durante l’ultimo corso che abbiamo organizzato come Agripiemonte Miele, molti credono di sapere tutto e poi si accorgono che proprio così non è! In apicoltura non si deve mai finire di imparare!!
Buon 2010 da l’Apicoltore Italiano
Rodolfo Floreano Editore

 

 

 

 

 

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