231 Apicoltore Italiano n.5 L' Apicoltore Italiano Apicoltura Api e Miele

Apicoltura: L' Apicoltore Italiano : Apicoltore Italiano n.5 :

 

 

 


SOMMARIO

Editoriale:                          Ossalico Anno Zero           Evoluzione di tutta l'apicoltura italiana                                

Ricerca e sperimentazione             Resistenza alla varroa: un fenomeno che si affronta con la prevenzione e il monitoraggio

Argomento del mese            Pregi e difetti del blocco di covata

Assistenza tecnica             Luglio la produzione....Agosto i trattamenti

Apicoltura pratica               Speciale regine

Botta e risposta

Comunicato Stampa Chemicals laif                          

Api e scienza dal mondo

Novità

Dalle Regioni

Dalle Associazioni

Appuntamenti

 

 

 

 

 

Ossalico: Anno Zero

Evoluzione di tutta l'apicoltura italiana

Finalmente ci siamo!
Mai un altro Governo è stato così attivo, propositivo e recettivo nei confronti dell’apicoltura, lo stesso dicasi per i dirigenti e i funzionari di Ministeri della Salute e delle Politiche agricole, attenti e disponibili. Potrebbe essere l’inizio di una nuova Era per l’apicoltura che aveva bisogno di chiarezza e punti fermi. Certo rimane ancora tanto lavoro da fare, ma forse alcuni dovrebbero scendere dalle loro barricate (forse utilizzate nel 1968?) e imparare a dialogare costruttivamente invece che cercare di essere sempre i primi della classe, quando magari così non è.
Parliamo dell’acido ossalico: finalmente un’ordinanza ha preso atto che la Varroa è endemica su tutto il territorio nazionale e al Ministero della Salute si sono avviate le procedure per la regolarizzazione dell’utilizzo dell’acido ossalico, fino ad oggi usato dagli apicoltori probabilmente senza rispettare la normativa, rischiando multe e non solo… A questa problematica qualcuno (ad esempio l’Agripiemonte miele) aveva cercato di rimediare con inventiva e molta collaborazione da parte dei Servizi Veterinari Regionali, ad esempio in Piemonte. Infatti erano stati predisposti Piani Acidi che permettevano l’utilizzo dell’acido ossalico sotto la responsabilità del Servizio Veterinario e con l’impegno dell’associazione e dei tecnici apistici. Scelte che hanno provvisoriamente risolto il problema cercando di rispettare la normativa, ma che sono state criticate forse da chi non accettava che altri abbiano avuto un’idea risolutiva per primi e che si siano dimostrati più bravi e capaci. Tra i pensanti e i propositivi, anche se non vi piace, dovete mettere anche noi.
Un consiglio potrebbe essere quello di esercitarsi in democrazia e pluralismo, perché il monopolio tipico dei regimi marxisti non mi sembra che abbia avuto grande successo. Comunque noi guardiamo avanti e pertanto invito tutte le associazioni territoriali e, laddove non vi fossero, tutti gli apicoltori a partecipare alla sperimentazione del prodotto a base di acido ossalico, proposto dalla Chemicals Laif. Si tratta ad oggi dell’unica ditta che abbia scelto di farsi carico di avviare un iter di registrazione di un farmaco veterinario, iter che ha certamente costi elevati. A chi sta già polemizzando sul fatto che la Chemicals Laif voglia monopolizzare il mercato dico che non mi sembra che ci sia la coda di ditte che si propongono per autorizzare prodotti per la lotta alla Varroa. Non dimentichiamo che non mi sembra che il nostro settore brilli certo per il rispetto delle regole, lo dimostra il fatto che in passato in breve tempo si sono bruciati dei principi attivi contro la varroa. Dico anche attenzione a chi, nel momento in cui si sta registrando l’ossalico, sta già dispensando informazioni su prodotti “fai da te” a base di timolo o altri acidi organici (ad esempio il formico): nessun acido organico può essere utilizzato se non si registra un farmaco veterinario a base di quel principio attivo. Pertanto apicoltori diffidate di chi potrebbe portarvi verso la strada dell’illegalità, proponendovi soluzioni alternative che probabilmente non risultano nemmeno così efficaci. A ciò va aggiunto il fatto che la frequenza dei controlli sia aumentata in molte zone d’Italia sia da parte dei NAS sia da parte dei Servizi Veterinari: oggi vengono controllati i laboratori, il miele, le etichette, i manuali HACCP; domani cosa verrà controllato?
Finanziamenti alle Associazioni
Nazionali L.N. 313/04
Presidenti di Associazioni territoriali regionali, provinciali, ma anche apicoltori abbonati alla nostra rivista hanno scritto e telefonato in redazione chiedendo spiegazioni su questi fondi attribuiti nel 2009, ma relativi agli anni 2004/2005/2006. Volevano soprattutto informazioni sulla ricaduta di queste azioni non tanto sulle aziende singole, quanto sulle associazioni. A tutti consiglio di rivolgersi alle loro associazioni nazionali di riferimento e nel caso non fossero associati (gli indipendenti sono tanti!) di telefonare direttamente al Ministero delle Politiche Agricole ai funzionari che si occuopano di apicoltura. Nel caso non otteniate risposta scriveteci e l’Apicoltore italiano si informerà per voi. I soldi pubblici non devono avere segreti!

 

 

Rodolfo Floreano
Editore

 

L'APICOLTORE ITALIANO - Strada del Cascinotto, 139/30  - 10156 TORINO
Tel. 011 2427768 Fax 011 2427768 - info@apicoltoreitaliano.it
P.IVA: 07694730016