Apicoltura: L' Apicoltore Italiano : Apicoltore Italiano n.7 :

 

 

 

 

 

 

 

SOMMARIO

Editoriale:Alcune riflessioni ad alta voce

Decreto sospensione   neonicotinoidi

Ricerca e sperimentazione:   Caratterizzazione qualitativa e tracciabilità di mieli della Provincia di Siena mediante tecniche di biologia molecolare

Argomento del mese:              L'apicoltura non è più           abbandonata a se stessa

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ALCUNE RIFLESSIONI AD ALTA VOCE...
 
NEONICOTINOIDI
Rinnovato lo stop ai Neonicotinoidi fino al 30 Giugno 2010 dal Ministro della Salute Fazio, sulla cui sospensione si era già espresso positivamente il Ministro delle Politiche Agricole Galan.
Qualcuno già cominciava ad agitarsi dicendo che non si sapeva se sarebbe stata confermata la sospensione dei Neonicotinoidi e stava già rifilando le armi della propaganda “Politica” in apicoltura, prefigurando scenari catastrofici per le api nel 2011. Invece gli attuali Ministri Fazio e Galan, che il settore apistico deve ringraziare, hanno confermato la sospensione e chi già pregustava “Lotta dura senza paura” si è trovato spiazzato. Troveranno, però, altre battaglie da fare per mostrare che senza di loro gli apicoltori sarebbero “Persi”. Tutto questo fino al 30 Giugno 2011 quando scadrà il decreto e la ricerca forse ci darà dei risultati chiari. Almeno così speriamo.
 
VARROA E OSSALICO
Nel frattempo il problema principale dell’apicoltura rimane la Varroa. Nell’inverno 2010 gli apicoltori dovranno utilizzare l’acido ossalico in assenza di covata per l’indispensabile trattamento invernale. Anzi dovranno servirsi del nuovo prodotto sperimentale in fase di registrazione “Api Bioxal”, ad oggi l’unico utilizzabile. Purtroppo, però, in Italia il caos regna sovrano, ognuno cerca di interpretare le leggi e dare le indicazioni a proprio modo. Pochi danno consigli certi e precisi e chi come noi lo ha fatto rischia di essere screditato agli occhi degli apicoltori e tacciato di interesse con la ditta produttrice dell’APIBIOXAL la Chemicals Life. Proprio noi?!
Evidentemente il cercare di consigliare gli apicoltori sul rispettare le leggi e quindi evitare sanzioni, magari elevate, e su come dormire sonni tranquilli viene visto in modo non positivo bensì negativo. Sembra veramente assurdo!
Il dire sempre la verità con coraggio e chiarezza senza avere due versioni, l’ufficiale e l’ufficiosa, fa sì che qualcuno possa giocare a screditare gli altri, cercando di denigrare il lavoro a fianco e a favore degli apicoltori. Dall’altra parte credo, però, che il tempo dia sempre ragione a chi agisce nell’interesse di tutti e che le chiacchiere poco costruttive abbiano sempre “i minuti contati”. Forse in un prossimo editoriale scriverò cosa la nostra Associazione ha fatto per gli apicoltori piemontesi e indirettamente per quelli italiani, così faremo un pò di chiarezza in modo definitivo.
Certo è che gli apicoltori abituati a pagare poco l’ossalico si sono trovati a utilizzare un nuovo prodotto con costi elevatissimi: un ulteriore onere per chi fa apicoltura nel rispetto delle regole e in modo serio e che così viene sicuramente penalizzato. In qualche modo i costi dovrebbero essere più bassi.
Dall’altra parte la ditta produttrice potrebbe rispondere che sostiene costi di sperimentazione(molti potrebbero pensare che ci sono già stati risultati della sperimentazione sull’ossalico in questi anni ) di registrazione, di insacchettamento, di distribuzione, di marketing, ecc….
Sembra che non ci sia alternativa e quindi?
Il rischio è che paradossalmente molti apicoltori non useranno più l’ossalico per combattere la Varroa.
Chi vuole intendere.. intenda!
 
PREZZI MIELE 2010
L’acacia si è posizionata sui 5€/Kg, trasferendo così l’effetto positivo su tutti gli altri tipi di miele italiano che sembrano avere ottime quotazioni.
Nell’Europa dell’Est (Ungheria, Romania, Bulgaria) la produzione è stata un disastro, in Argentina, grande produttore ed esportatore si è prodotto meno e poi per scelte politiche importanti come la semina della soia che toglierà superfici per il bottinamento delle api, sarà limitata negli anni la produzione di miele argentino. Perciò con i magazzini mezzi vuoti, i prezzi nel 2010 inizio 2011 dovrebbero essere remunerativi per chi ha prodotto in quantità, anche se la produzione non è’ stata uniforme su tutto il territorio nazionale e su tutte le tipologie di miele.
 
ULTIMISSIME
Avevamo promesso di tenervi aggiornati sulla ripartizione dei fondi nazionali e così nella rubrica Novità troverete la tabella dei contributi erogati nel 2008 ai sensi della legge nazionale sull’apicoltura alle Associazioni nazionali apistiche.
Il nostro articolo del numero 6/2010 sul MAQS, prodotto a base di Acido Formico, ha destato moltissimo interesse; potrebbe esserci una registrazione nel 2012 nel Regno Unito e quindi l’Italia potrebbe chiedere l’approvazione grazie al mutuo riconoscimento. Vi terremo informati su ogni novità.
Al di fuori del nostro settore ci osservano molto attentamente, leggete il comunicato stampa FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani). Non possiamo fare come gli struzzi con la testa nella sabbia, ne va della nostra credibilità e del futuro del nostro settore. Dialogo è la parola d’ordine come ho già scritto, come è d’obbligo il confronto serio, altrimenti come si ricostruirà il futuro dell’Apicoltore Italiano? Se non sbaglio questo dovrebbe interessare tutti, proprio tutti!
Nell’argomento del mese abbiamo pubblicato l’intervista alla Dottoressa Gaetana Ferri, Direttore Generale della Sanità animale del Ministero della Salute da parte del Medico Veterinario Giuliana Bondi: leggetelo, ci sono molti spunti interessanti.
 
                                                               L’Editore

                                                                                      Rodolfo Floreano   

 

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