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Giugno 2008: Smielatura Nomadismo e non solo...

Con il termine della fioritura dell’acacia, in modo variabile a seconda della località, degli andamenti climatici e dell’altitudine, arriva il momento del prelievo dei melari. Il metodo e la scelta per prelevare i melari è molto dibattuto: c’è chi preferisce prelevare i melari durante le ore di volo intenso, in cui le bottinatrici sono fuori, o chi preferisce prelevarli in giornate di scarso raccolto, verso sera per evitare il saccheggio.

E’ certo che prima del prelievo del melario bisogna verificare la maturità del miele. I melari vanno prelevati quando il miele è maturo, cioè quando una buona parte delle celle sono opercolate (circa 2/3). Spesso alla visita dei melari si trovano celle disopercolate e non completamente piene: questo avviene perché le api non mettono nella stessa cella nettari provenienti da fioriture diverse e quindi la fonte nettarifera può essere terminata prima di permettere alle bottinatrici di riempire le celle. Può succedere che i melari siano opercolati, ma il miele all’interno abbia ancora una buona parte di acqua; il motivo può essere un andamento climatico molto piovoso che non ha permesso alle api di asciugare il miele, specie ai lati del melario.

Se l’apicoltore teme che possano iniziare a bottinare su altre fioriture e quindi rischiare di non fare un raccolto monoflorale, può scegliere di prelevare i melari prima dell’opercolatura. In quel caso però devono essere portati in magazzino con spazi ristretti, stivati a croce e deumidificati con un deumidificatore.

Prima di smielare può essere utile analizzare la quantità di acqua presente nel miele nei telaini con uno strumento chiamato mielometro.


Giugno è sicuramente il mese del nomadismo: generalmente dopo il raccolto dell’acacia, gli apicoltori preparano gli alveari per portarli a raccogliere sulle fioriture della bassa e alta montagna.
Gli apicoltori non devono dimenticare che, in base alle legislazioni vigenti delle singole regioni italiane, è necessario comunicare tempestivamente il posizionamento degli alveari in postazioni diverse da quelle denunciate nel censimento.
Inoltre ogni regione ha una regolamentazione per i nomadisti di altre regioni e per coloro che hanno fatto nomadismo in un’altra regione e devono rientrare nella propria.


I tecnici apistici dell’Agripiemonte miele sono sempre disponibili a verificare i mieli dei propri associati. Per prelevare i melari ci sono 2 metodi: l’apiscampo e il soffiatore.

Noi consigliamo l’apiscampo che va inserito tra il melario che si vuole prelevare e quello che si lascia. Dopo circa 24 ore si possono levare i melari. E’ anche diffuso l’uso del soffiatore che forse è più veloce in quanto permette di non andare in apiario 2 volte, meglio utilizzarlo solo in zone senza presenza o passaggi di persone. Quando si asportano i melari bisogna fare molta attenzione a coprirli subito o metterli in un furgone chiuso per evitare possibili saccheggi.
Tolti i melari è necessario fare una verifica dello stato di salute delle famiglie e quindi controllare la caduta naturale della varroa nei fondi. Visto che l’inverno è stato poco freddo e in molte zone la regina non ha mai smesso di deporre, bisogna assolutamente evitare di ritrovarci nel mese di Luglio con il collasso delle famiglie.
Noi consigliamo al momento della levata dei melari di fare un trattamento con l’acido ossalico gocciolato.

Ricordiamo cosa dice il Decreto Legge 193 del 2006 in merito all’utilizzo del farmaco veterinario che introduce l’obbligo della ricetta medico-veterinaria per tutte le specie animali che producono alimenti, successivamente con il Decreto del 31/10/2007 del Ministro della Salute si garantisce l’esenzione dalla ricetta per quei farmaci che abbiano i seguenti requisiti:
la somministrazione non richiede particolari conoscenze il farmaco non ha una concentrazione che può costituire un rischio per l’animale e per l’operatore non ci sono rischi per la salute del consumatore il prodotto contiene solo principi attivi inclusi nell’Allegato II del Regolamento Ce No 2377/90 sulla definizione dei limiti massimi residuali

Tutto questo significa che i prodotti che si usano nei trattamenti tampone estivi contro la varroa sono in deroga, ma l’acido ossalico necessita di prescrizioni medicoveterinaria.
L’Associazione Produttori Agripiemonte miele, ritenendo fondamentale l’utilizzo dell’acido ossalico, prevede un’unica prescrizione di acido ossalico a nome dell’associazione, quindi la preparazione galenica viene effettuata da una farmacia di fiducia. Infine l’Associazione distribuisce le boccette di acido ossalico ai soci in base al numero degli alveari. I soci hanno un unico compito: compilare i due modelli (vedi pag.19), uno da far pervenire all’ASL di competenza e l’altro all’Agripiemonte miele. Trattamento consigliato: Gocciolare la soluzione di acido ossalico preparata con 1 l d’acqua, 1 kg di zucchero e 75 gr di acido ossalico, 5 ml o cc per telaino coperto di api.

Ecco il metodo da noi sperimentato per togliere le accompagnatrici

Sostituzione della regina

I periodi migliori per sostituire le regine sono durante e dopo i grandi raccolti. Le api sostituiscono la regina quando è troppo vecchia, tuttavia possono tollerare una regina di 3-4 anni che sicuramente ha notevolmente diminuito la capacità di ovodeposizione. Pertanto è buona pratica apistica sostituire la regina ogni 2 anni. Per sostituire le regine in un alveare ci sono 2 sistemi:

1) sopprimere la vecchia regina e aspettare che le api ne allevino una nuova; questo metodo presenta degli inconvenienti in quanto si blocca l’ovodeposizione per circa 30 giorni e quindi lo sviluppo della famiglia; si rischia infatti di non andare a melario con la famiglia con cui si fa quest’operazione
prima del raccolto

2) sopprimere la vecchia regina e introdurre una regina feconda

Per introdurre la regina nuova bisogna seguire alcune precauzioni in quanto si rischia che la nuova venga aggredita e uccisa dalle operaie Alcuni consigli utili:

  • orfanizzare la famiglia il giorno precedente l’inserimento della regina o se la famiglia è orfana da tempo distruggere tutte le celle reali. L’ideale è orfanizzare al pomeriggio/sera del giorno prima e mettere la gabbietta entro la mattinata o al max nel primo pomeriggio.
  • La regina viene accettata più facilmente se è sola; infatti quando le regine vengono inserite con le accompagnatrici, spesso queste nel tentativo di difendere le regina dalle api della famiglia, la soffocano fino a ucciderla. Quindi è necessario eliminare le accompagnatrici!
  • La regina in gabbietta senza accompagnatrici si può mettere dopo minimo 12 h max 24 h (tra le 12 h e le 24 h) bisogna infatti dare tempo alla famiglia di sentirsi orfana, meno delle 12 ore è rischioso, oltre le 24 ore bisogna passare i telaini e togliere i primi cupolini che le api fanno.
  • non dimenticate di verificare le previsioni del tempo per evitare di mettere una regina nuova in giornate con pioggia e o vento, se le bottinatrici sono dentro l’alveare i rischi di non accettazione aumentano molto.
  • E’ meglio effettuare l’inserimento della regina durante le ore di volo delle bottinatrici che in genere sono quelle che faticano di più ad accettare la regina (in quanto le più vecchie).
  • Prima di inserire la gabbietta ricordarsi di trogliere la linguetta di plastica che chiude il candito: le api a questo punto mangeranno il candito e libereranno la regina.
  • E’ consigliabile comunque lasciare tranquilla la famiglia per almeno 1 settimana; quindi si può visitare la famiglia, togliere la gabbietta e verificare che la regina sia stata accettate controllando la presenza di uova e larve.

Floriana Carbellano e Rodolfo Floreano

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