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Dicembre 2008: Varroa, trattamenti invernali

L’annata apistica si sta concludendo; nel numero di ottobre abbiamo parlato dell’attività da fare in apiario per preparare le api all’inverno e quali fossero i controlli da svolgere nella visita di preinvernamento.
Durante il mese di ottobre, però, alcuni apicoltori ci hanno segnalato un blocco quasi totale della covata in apiari del Piemonte e non solo, in zone altimetriche varie (pianura , collina, ecc...); ovviamente, come redazione dell’Apicoltore italiano ci siano subito “messi in moto” e abbiamo contattato apicoltori di varie zone d’Italia e constatando che questo fenomeno era diffuso in molte zone del centro – nord. 
Pertanto abbiamo deciso di consigliare agli apicoltori che rilevavano questo fenomeno di fare immediatamente un trattamento di acido ossalico gocciolato in questo dosaggio: 75 gr di acido ossalico 1 l di acqua e 1 Kg di zucchero; ovviamente essendoci, un blocco totale della covata, siamo sicuri di aver fatto un trattamento di pulizia molto efficace; gli apicoltori sanno quanto è importante il trattamento invernale per iniziare “puliti” la stagione apistica successiva e ciò si potrà ripetere per l’appunto a dicembre. Torniamo alle attività da fare nel mese di Dicembre.
Ovviamente, a tutti coloro che non hanno ancora fatto il trattamento con l’acido ossalico, consigliamo di verificare la presenza o meno di covata e, quando non si trovasse la covata, di fare immediatamente un trattamento di acido ossalico gocciolato.


DUE SONO LE SOLUZIONI POSSIBILI :
• 100 Gr di AO, 1 Kg di zucchero, 1 L di acqua
• 75 Gr di AO, 1 Kg di zucchero, 1 L di acqua


COME SI PREPARA :
Sciogliere • l’acido ossalico in 1 l di acqua demineralizzata e possibilmente tiepida

  • Agitare bene
  • Aggiungere 1 kg di zucchero e agitare nuovamente

MODALITA’ E DOSI DI IMPIEGO:

  • gocciolare la soluzione (meglio tiepida) tra un favo e l’altro e sui telaini
  • 5 cc per telaino coperto di api
  • e’ consigliabile dosare bene la soluzione ed evitare sovradosaggi

QUANDO EFFETTUARE IL TRATTAMENTO:

  • assenza di covata
  • temperature non inferiori a 10°
  • assenza di nebbia
  • assenza di condizioni che determinano la formazione di un glomere “stretto”
  • non andare oltre le ore 14.00 d’inverno per permettere alle api di asciugarsi

Vogliamo ricordare a tutti gli apicoltori che l’utilizzo dell’acido ossalico in apicoltura non è autorizzato (D.L.vo 193/2006), in quanto non esiste un farmaco veterinario registrato a base di questo principio attivo. Pertanto, per l’utilizzo, l’apicoltore deve avere la ricetta medico-veterinaria in triplice copia e quindi acquistare l’ossalico in farmacia.

In Piemonte i soci dell’Agripiemonte miele usufruiscono del Piano Acidi per il contenimento della varroasi prediposto dall’Associazione e autorizzato dal Servizio Veterinario Regionale che permette loro di utilizzare l’acido ossalico nel rispetto
della normativa vigente e a costi bassissimi.
Sarebbe interessante che ciò che si fa in Piemonte potesse essere fatto a livello nazionale tramite il Ministero.
Torniamo a come affrontare l’inverno:
due sono i requisiti che devono avere le famiglie per superare l’inverno: un numero sufficiente di api e quantità di scorte. Le api devono essere in grado di formare un glomere per affrontare le basse temperature e, a seconda delle condizioni climatiche, servono più o meno favi coperti d’api.
E’ importante evitare gli sbalzi di temperatura del nido ed eventualmente ridurre lo spazio affinchè le api possano mantenere la temperatura costante.
Nel caso di mancanza di scorte la soluzione migliore è quella di mettere il candito e controllare regolarmente il peso degli alveari sollevandoli da dietro, senza doverli aprire.
Si possono comunque osservare dall’esterno, non solo soppesandole, ma verificando che ci sia volo durante le ore centrali della giornata nelle belle giornate di sole.
Se nel corso delle visite precedenti si era provveduto a spostare verso l’esterno i telaini più vecchi e deformati, questo è il momento per eliminarli perchè questa sarà l’ultima visita agli alveari.
Nello spazio tra il coprifavo e il tetto è consigliabile utilizzare del materiale coibentante purchè favorisca la traspirazione e non accumuli l’umidità (ad esempio juta, stracci, polistirolo ecc…); questo aiuta le api a consumare meno miele durante l’inverno e anche all’inizio della stagione. Terminata la veloce visita dell’invernamento e fatto il trattamento antivarroa, le api devono essere lasciate tranquille fino a fine inverno, quando si farà la prima visita dell’anno.
Bisogna inoltre ricordare che durante l’inverno le api sono in glomere, pertanto non sono consigliabili gli spostamenti.
Tuttavia, si possono fare piccoli spostamenti senza incorrere nel rischio di non vedere tornare le api come nella stagione attiva.
E’ consigliabile quindi eseguire questi spostamenti dopo un periodo di 3-4 giorni di cattivo tempo per non compromettere l’orientamento delle bottinatrici.
I mesi invernali sono anche quelli che consentono agli apicoltori di fare quei lavori di manutenzione e di preparazione dell’attrezzatura, non avendo impegni in campo.
Ad esempio, si possono eliminare i telaini più vecchi, sciogliere la cera ed eventualmente iniziare a preparare i telaini per la stagione successiva e restaurare le arnie vecchie.

Floriana Carbellano e Rodolfo Floreano

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