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Aprile2009 si ricomincia

 

 
APRILE
 
La primavera ha fatto il suo ingresso trionfante, i prati sono colorati dal giallo del tarassaco fiorito ed inizia il periodo della febbrile attività degli apicoltori.
Gli esperti sanno bene che nel mese di Aprile non è possibile prendersi nemmeno un giorno di riposo.
Nel Sud Italia la produzione apistica è già iniziata, mentre al nord sta per cominciare.
Finora si è dovuto pensare a far uscire gli alveari dall’inverno, ma adesso è venuto il momento di preparare al meglio le famiglie per l’imminente stagione produttiva, specie per quelle aziende che puntano una buona parte del loro reddito sulle prime fioriture dell’anno (Acacia, Agrumi, Millefiori).
I due obiettivi principali di questo mese sono: arrivare con famiglie sane e forti, ben sviluppate, pronte per il raccolto e prevenire la sciamatura.
Lo sviluppo delle famiglie dipende da moltissimi fattori: l’invernamento, le fioriture primaverili e l’andamento climatico, ecc...
La tendenza alla sciamatura, invece, dipende da fattori genetici ereditari. Ciò significa che, regine, nate da madri che hanno sciamato, avranno la tendenza a sciamare. Pertanto è buona norma sostituire sempre le regine che hanno sciamato, altrimenti bisogna rassegnarsi a raccogliere sciami l’anno successivo. È consigliabile infine utilizzare regine selezionate adatte al clima della zona in cui si svolge l’attività.
L’esperienza ci fa quindi affermare che non esiste la formula magica per evitare la sciamatura; si possono, però, dare dei suggerimenti generali che sono validi, ma vanno interpretati in base alla forza delle famiglie, alla fioritura e all’andamento climatico.
 
PREVENZIONE SCIAMATURA
 
  •  In ogni apiario si dovrebbero avere famiglie allo stesso livello di forza, cioè come popolosità, come quantità di covata e di scorte.
  •  E’meglio avere famiglie non troppo forti e non troppo popolose, diversamente risulta difficile “tenerle” in sciamatura. Questo va visto alla luce dei raccolti che si intendono fare sulle fioriture primaverili precoci: ad esempio se si vuol produrre miele di tarassaco è indispensabile avere famiglie pronte ad andare a melario precocemente.
  •  Questo è il momento in cui procedere al pareggiamento delle famiglie, infatti le famiglie forti possono costruire cera, mentre quelle deboli hanno bisogno di api e di telaini di covata. Pertanto si può togliere da una famiglia forte un favo di covata, sostituendolo con un foglio cereo da costruire, avendo l’accortezza di sistemarlo tra le scorte e il primo di covata e dare covata e api a quelle più indietro.
  •  Si può anche mettere il melario in anticipo rispetto alle fioriture: l’unico inconveniente è che lo si potrebbe trovare “sporco” di nettari indesiderati, che vanno a rovinare il tanto sospirato miele uniflorale (ad esempio quello di acacia).
  •  La porticina deve essere aperta completamente.
  •  Nonostante gli sforzi di prevenzione, accade che si vedano comparire i primi cupolini. A questo punto non resta altro da fare che controllare in ogni famiglia telaino per telaino e distruggere i cupolini e le celle reali. Questo lavoro va effettuato ogni 4/5 giorni. Va detto, però, che l’efficacia di questo metodo non è garantita in quanto, ad esempio, se le condizioni climatiche cambiano, se non si riesce a rispettare la tempistica si rischia di veder partire uno sciame, oppure nella visita si può dimenticare una cella e non asportarla o ancora la famiglia sciama prima dell’opercolatura della cella reale.
Quindi se la famiglia sciama bisogna augurarsi di vedere partire lo sciame per capire da quale famiglia è uscito e soprattutto avere nella zona degli alveari delle piante non troppo alte in modo che sia semplice il recupero.
 
CALENDARIO DELLE FIORITURE
 
Alberi da frutto: albicocco, susino, pesco, pero e ciliegio. Sono ottimi per il polline e il nettare, ma difficilmente si producono mieli uniflorali in quanto fioriscono precocemente e le famiglie non sempre sono pronte ad andare a melario.
Melo: nelle zone di produzione intensiva, come Trentino ed Emilia Romagna, è possibile ottenere dei monoflora.
Rosmarino: molto amato dalle api, ma non ci sono sufficienti distese per consentire una produzione di miele significativa.
Tarassaco: importantissimo per la sua grossa produzione di miele e nettare permette produzioni di miele uniflorale, ma soprattutto di far sviluppare i nuclei e le famiglie per prepararle a raccolti successivi.
 

 

 

 

 

 

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