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Maggio e Giugno 2009 è tempo di raccolto

 

MAGGIO
 
Maggio è il mese dell’acacia; qualche volta e in alcune zone la fioritura può iniziare nel mese di Aprile, ma il grosso del raccolto si concentra in 2 o 3 settimane di maggio.
L’acacia è l’appuntamento da non perdere e per il quale è importante essere pronti, puntuali.
Quindi sono gli interventi da eseguire e li ultimi controlli?
Certo che questi sono momenti di lavoro intenso e non sempre il bel tempo ci accompagna con i suoi cambiamenti repentini o alcune giornate piovose.
Il pareggiamento delle famiglie deve iniziare per tempo, già nel mese di Marzo, per non ritrovarsi ai primi di Aprile con alcuni alveari già in febbre sciamatoria e difficili da gestire.
Comunque a fine Aprile i nidi devono essere completi di covata, api adulte e scorte.
Quando sta per fiorire l’acacia si possono fare gli ultimi aggiustamenti per avere le famiglie pronte al raccolto.
Alla vigilia del raccolto dell’acacia o degli agrumi, ovviamente le api non devono sciamare.
Quando il flusso nettarifero diventa abbondante, le api generalmente, perdono le velleità di sciamare e si dedicano quasi totalmente alla raccolta del nettare.
Purtroppo fino a quando il flusso non è abbondante, il rischio della sciamatura rimane e a questo punto è necessario procedere alla regolare eliminazione delle celle reali (vedi Apicoltore Italiano n.3).
E finalmente giunge il momento di passare i melari. Questo devono essere perfettamente puliti e non vanno utilizzati favi pieni anche solo parzialmente di altro miele.
Non bisogna dimenticare che spesso il primo miele raccolto è inquinato dall’ultimo raccolto immagazzinato nel modo per cui chi vuole produrre mieli monoflorali, dovrà fare la giusta attenzione durante la smielatura e separare i telaini. Il melario deve contenere un telaino in meno rispetto al nido in quanto si da alle api più spazio per costruire le celle e questo favorirà le operazioni di disopercolatura.
I melari possono essere inseriti o con tutti i favi costruiti o con alcuni costruiti, intervallati da altri da costruire o addirittura solo fogli cerei.
 
ESCLUDI REGINA
·         Prima di posare il melario va messo tra il nido e il melario l’escludi regina. In commercio ne esistono di 2 tipi:
-          solo rete
-          rete incorniciate nel legno
In realtà vanno bene entrambe in quanto impediscono il passaggio della regina nel melario.
Certo è che le distanze devono essere rispettate perfettamente per evitare costruzioni indesiderate di cera tra nido e melario che complicano molto il lavoro.
Ancora oggi ci sono apicoltori che non utilizzano l’escludi regina, sostenendo che la rete ostacola la salita a melario delle api.
In realtà non è cosi, vediamo quali sono i vantaggi dell’utilizzo della griglia:
·         la regina non sale a melario, non vi depone uova e questo vi semplifica i lavori della smielatura. Infatti il miele raccolto in celle che hanno ospitato covata ha un sapore estraneo, si dice, cioè che ha un aroma particolare “di favo” e ha una colorazione più scura; un miele cosi è difficilmente commerciabile.
·         Non avere covata facilita il problema di conservare i melari perché non vengono attaccati dalla tarma della cera.
·         Non avere la regina nel melario facilita la levata dei melari, in quanto non si avranno difficoltà a far scendere le api senza il rischio di uccidere la regina.
 
Dopo la posa dei melari non si controllano più le famiglie ma si verifica l’attività delle api nel melario: a seconda dell’andamento stagionale i melari possono essere riempiti in pochissimi giorni. In questo caso non è necessario levare il melario e sostituirlo perché il miele non è ancora “maturo” ma va aggiunto un altro melario. Questo va sistemato tra il nido e il primo melario per facilitare il compito delle operaie. Se l’apiario è molto distante e non si può visitare spesso, si possono mettere subito due melari, anche se non è un metodo che consigliamo.
Se le api continuano a stare fuori dall’arnia cioè “fanno la barba”, nonostante la posa del melario o si preparano a sciamare o sono corrente di ventilazione. Infatti in questo periodo la porticina d’entrata deve essere tolta per permettere alle api di fare una ventilazione sufficiente mantenere la temperatura all’interno dell’alveare e far evaporare l’acqua in eccesso contenuta nel miele.
Le api con le ali creano un flusso d’aria che entra da un lato della porticina circolare nell’alveare ed esce dal lato opposto. Se non ci credete mettete una candela vicino all’entrata.
 
 
GIUGNO
 
Terminato il raccolto dell’acacia, c’è un attimo di pausa per prima del successivo, ma in un’azienda apistica non c’è da oziare.
Innanzitutto occorre fare un bilancio della situazione dell’apiario.
Dopo aver levata i melari dell’acacia, sperando che siano molto pesanti; la levata dei melari si può fare con due attrezzi, l’apiscampo e il soffiatore. E’ da sconsigliare il fumo in quanto potrebbe lasciare l’odore nel miele, rendendolo immangiabile e anche i repellenti che invece sono dannosi per le api.
Al primo controllo dopo l’acacia si potrà trovare in aviario una situazione quanto mai variegata: alcune famiglie hanno ridotto la covata, si notano sintomi di stanchezza da parte delle regine e gli sciami sono da allargare.
Cosa fare quindi?
Innanzitutto sostituire le regine scadenti o vecchie e risolvere i problemi di orfanità inserendo celle reali o api regine selezionate.
Come si sostituisce una regina?
Il consiglio soprattutto i principianti è di scegliere regine selezionate, già feconde e non lasciarsi tentare dal provare ad allevare regine, se si è alle prime armi.
A questo punto della stagione gli apicoltori che fanno il nomadismo devono preparare gli alveari per lo spostamento: in Piemonte si va a raccogliere sul castagno, sul tiglio, in alta montagna, ma anche nelle altre zone di Italia ci sono molte possibilità il castagno non manca, come pure il girasole, l’eucalipto, il timo.
Ricordiamo a tutti i nomadismi di rispettare la normativa della loro regione che regolamenta lo spostamento degli alveari all’interno e al di fuori dei confini regionali. Nel caso in cui non conosciate vi inviamo al nostro sito www.apicoltoreitaliano.it/apicoltura/legislazione
In questo periodo non bisogna solo preoccuparsi di produrre, ma di avere le api in forma fino al termine della stagione.
Per cui è necessario fare un controllo dello status sanitario delle famiglie, in particolar modo occhio alla varroa, perché se la famiglia già a Giugno ha un alto livello di infestazione, potrebbe collassate prima di arrivare ad Agosto ed effettivamente il trattamento tampone estivo.
Nel caso di necessità si può effettuare durante un cambio di melario un trattameto di acido ossalico gocciolato (1 litro di acqua 1 kg di zucchero e 75 g di ossalico).
Sicuramente un trattamento in questa stagione ha un efficacia solo parziale, ma ci garantisce magari di arrivare al mese di Agosto con maggiore tranquillità.
Buon lavoro a tutti e speriamo ottimi raccolti.

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